Lo studio
Lo studio ha sede a Spinea, alle porte di Venezia, ed è fondato da Martina Peloso, architetto. Ci lavorano professionisti, architetti e ingegneri, con le attrezzature hardware e software più aggiornate.
L’attività è principalmente di progettazione multidisciplinare, e copre l’intero arco di un’opera: l’analisi e l’ideazione, la progettazione preliminare ed esecutiva, la sicurezza, la valutazione economica, la direzione lavori e il controllo, fino alla consegna dell’opera compiuta all’utente finale e all’esecuzione del programma di manutenzione.
Sono fasi che di solito si affidano a soggetti diversi, e nelle cuciture fra l’una e l’altra si perdono tempo e qualità. Qui restano insieme: chi commissiona un lavoro parla con una persona sola, dal primo schizzo alla consegna.
Martina Peloso ha lavorato a Barcellona collaborando con gli architetti Enric Miralles e Benedetta Tagliabue, e a Graz con l’architetto Klaus Kada. Sono due scuole diverse — la prima fatta di terreno, deformazione e disegno a mano; la seconda di rigore costruttivo — e si riconoscono entrambe nel modo di impostare un progetto.
Ha realizzato progetti sia alla scala urbanistica sia a quella edilizia: rinnovamenti urbani, riqualificazioni di aree industriali e artigianali, complessi residenziali, case singole, spazi pubblici, interni. Il repertorio dello studio va dal piano attuativo di un complesso turistico a un miniappartamento con il soppalco: cambiano le dimensioni, non il modo di procedere.
Lo studio si avvale di collaboratori e consulenti specialistici nelle diverse discipline che un progetto coinvolge, e ne mette a frutto le conoscenze tecniche: la committenza ha un unico interlocutore anche negli interventi più complessi.
Da quindici anni lo studio si avvale di una filosofia progettuale propria, la Quantum Adaptive Connection of Architecture 3.0: un modo di far crescere il progetto per adattamenti successivi al luogo, all’uso e a chi lo abiterà, invece di calare una forma decisa in partenza. È strettamente legata alla fisica quantistica, ed è riconosciuta a livello internazionale e citata in molti testi e articoli di settore. Se ne riconosce la traccia in tutti i progetti di sostenibilità e di edilizia dello studio.
Il metodo è raccontato per esteso, dalla voce dello studio, nel testo con cui Villa Zelarino è stata pubblicata nel volume ArchitettItaliani: leggilo qui.
Tutti i progetti firmati MPArchit&cts sono pervasi da un grande spirito d’avventura, riconoscibile negli schizzi preliminari come nell’opera compiuta. Sono l’espressione di una ricerca continua, tesa a superare i limiti dell’evoluzione progettuale, che esplora nuove tecnologie e nuovi materiali e raccoglie sfide sempre stimolanti — frutto di una peculiare visione dell’architettura.
Una ricerca continua, tesa a superare i limiti dell’evoluzione progettuale.
Riconoscimenti al Mipim di Cannes 2004 (Palais des Festivals, Cannes) e al Concorso Europeo per nuove architetture Europan 1998. Secondo posto ai concorsi per il Palazzo del Cinema di Venezia e per il MUSIL. Menzioni ai concorsi internazionali The Plan Award, dal 2015 al 2019, e Premio Templum degli Architetti Italiani nel 2023 e nel 2024. E varie pubblicazioni su riviste di architettura.
Quelli pubblicati sono una scelta: lo studio ha realizzato molti più lavori di quanti se ne vedano in queste pagine, e continua ad aggiungerne.