Retail
Il progetto
Un centro dedicato al vino in un territorio che lo produce da secoli. Qui il vino non si vinifica e non si affina: si racconta, si degusta, si acquista.
Il progetto nasce da una domanda precisa: che forma dare a un luogo che riunisce i produttori di un intero comprensorio vitivinicolo senza togliere a nessuno la propria identità. La risposta non è una cantina e non è un centro commerciale a tema: è un edificio di rappresentanza collettiva. Il bacino comprende le colline Moreniche, la Val d’Adige, la Valpolicella, la Valpantena, la Val d’Illasi, la Val d’Alpone e la Lessinia — valli con produzioni distinte, che hanno la necessità di presentarsi unite sui mercati internazionali.
L’impatto visivo è ridotto al minimo per scelta, non per vincolo: la copertura riprende l’andamento dei sentieri collinari e si posa sul terrapieno con una continuità che rende difficile stabilire dove finisca il terreno e cominci la costruzione. A questa dissimulazione fa da contrappunto un ingresso dichiarato, che passa su un ponte d’acqua — richiamo esplicito al ponte levatoio del castello che domina Soave.
Superata la soglia, una rampa circolare riporta alla quota del piano campagna; attorno si affacciano il bar e le prime wine cellar, da cui si dipartono le gallerie distribuite a raggiera. In un edificio di queste dimensioni il visitatore non deve mai perdere l’orientamento. Le wine cellar occupano 11.052 m²; al piano terra trovano posto tre ristoranti e l’area store, al primo la sala congressi, una spa dedicata alla vinoterapia e gli uffici.
La copertura poggia su una struttura in acciaio a pilastri arboriformi, che nascono dal suolo e si ramificano verso l’alto riprendendo il gesto della vite allevata. Sopra di essi corre un manto in lamiera stirata che segue il profilo del terreno e filtra la luce. La palette è ridotta a quattro materiali — acciaio, vetro, legno e pietra — scelti a basso impatto e combinati in volumetrie che reinterpretano la semplicità dei manufatti agricoli.




